MEMORIE DI UN ASSASSINO

"Un capolavoro unico" - Quentin Tarantino

Gyeonggi, 1986. Il cadavere di una ragazza violentata scatena le indagini dell'inadeguata polizia locale, intenta più a cercare un capro espiatorio che a trovare il vero colpevole. Gli omicidi si susseguono inarrestabili e un ispettore arriva da Seoul per fare luce sul mistero. Il volto di Song Kang-ho, uno dei migliori attori della sua generazione, guarda in camera attonito e si rivolge direttamente a noi, smarriti e confusi, pieni di "perché". Come è possibile che l'uomo possa compiere atti simili? O forse, se una nazione intera vive all'insegna della violenza e dell'ingiustizia, quanto avviene non è che una naturale conseguenza?

Sala virtuale: 
Anno: 2003
Regia: Bong Joon-ho
Genere: Poliziesco
Durata: 129min
Prezzo: € 7,90
Disponibilità: Fino al 15/07
Orari: 21.00-23.15 (da gio. 9 a dom 12), 23.15 (lun, mar e mer)


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Bong Joon-ho (regista)

Il narratore che, con singolare maestria, ha portato in Corea del Sud, e poi nel mondo, moderne fiabe nere.

L'Academy lo ha celebrato nel 2020, quando ha premiato la storia della famiglia Park, immagine di vanitosa ricchezza, e della famiglia Kim, ricca invece d'astuzia, ma non di molto altro! 

Bong Joon-ho nasce a Taegu il 14 settembre 1969. Figlio minore (tra due maschi e due femmine) di un designer e pittore e di una casalinga, ha per nonno materno lo scrittore Park Taewon.

Il suo secondo film, l'inquietante Memorie di un assassino - Memories of Murder, è un progetto molto ampio e pensato, incentrato su un serial killer che terrorizza un villaggio rurale degli Anni Ottanta. Oscuro, strabordante di sofferenza, ansie, cattivi pensieri e fantasmi del contemporaneo, finanziato senza grossi problemi, ha un apprezzamento immediato sotto tutti i fronti.

Nel 2019, firma quello che viene considerato il suo capolavoro, Parasite. Una delle più interessanti meditazioni sul divario tra ricchi e poveri. Vincitore della Palma d'Oro, diventa il primo film in lingua straniera a vincere un Oscar come miglior film, mentre Bong Joon-ho ottiene il premio per la migliore sceneggiatura originale (scritta appositamente pensando al suo attore feticcio Song Kang-ho) e per la migliore regia. Amplificato, indipendente, emotivo, è il vero film dell'anno. Il tono beffardo, la carica buffonesca e i colpi di scena pretendono e ottendono di sorprendere lo spettatore, che non si accorge di un intestino lavoro di scavo nei propri vizi e difetti che, per diffusione, vengono estesi fino a quelli della sua famiglia.



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La vera storia

Il film si ispira alla vera storia del primo assassino seriale coreano conosciuto, attivo fra il 1986 e il 1991 a Hwaseong, nella provincia di Gyeonggi.

Rimasto a lungo un caso irrisolto, nel 2019 Lee Choon-jae, condannato all'ergastolo nel 1994 per l'uccisione della cognata,  ha confessato di aver commesso altri 14 omicidi e 31 stupri o tentati stupri. Ha confessato nove dei dieci omicidi avvenuti a Hwaseong, mentre il decimo era da sempre sospettato essere un omicidio copycat

Alla notizia, il regista Bong ha commentato: "Volevo davvero vedere la sua faccia: ho anche provato a immaginare il suo volto e a disegnarlo. Avevo persino una lista di domande che ero pronto a fargli nel caso mi fossi imbattuto in qualche modo in lui. Finalmente ho potuto vedere il suo volto pubblicato sui giornali: guardarlo mi ha fatto provare sentimenti complicati."

Gli Omicidi Seriali di Hwaseong sono una serie di stupri e omicidi commessi tra il 15 settembre 1986 e il 3 aprile 1991 nella cittadina omonima. In ognuno di essi la donna venne ritrovata legata, imbavagliata, violentata e, nella maggior parte dei casi, strangolata coi suoi stessi vestiti. 

In breve tempo divenne il caso più importante della Corea del Sud, con oltre 21.000 sospettati messi sotto indagine dalla polizia. 

Venne tracciato un identikit basato sui ricordi dell'autista di autobus e del bigliettaio che videro un uomo scendere dall'autobus poco dopo il settimo omicidio, nel settembre 1988. Tale descrizione concordava con quella fornita dalle vittime sopravvissute. Si trattava di un uomo minuto, intorno ai 25 anni, alto circa 165-170 centimetri, capelli tagliati corti, naso affilato e nessuna piega palpebrale. Si parla anche di un gruppo sanguigno di tipo "B", ma questo particolare si rivelerà poi del tutto errato, essendo il colpevole di tipo "0".

Il 27 luglio 1989 viene arrestato Yoon Sang-Yeo, un uomo di 22 anni, per l'omicidio dell'ottava vittima, la 14enne Park Sang-hee. Yoon si dichiarerà colpevole durante gli interrogatori, dopo che alcuni campioni di peli pubici ritrovati sulla scena lo avevano reso il principale sospettato. Questo omicidio venne dunque riconosciuto come commesso da un copycat, ovvero un imitatore del serial killer originale.

Il 26 settembre 1989, attorno all'una di notte, Lee irrompe in un'abitazione, armato e dotato di guanti. Sorpreso dal proprietario, viene arrestato e dichiara di essere stato aggredito da uno sconosciuto e di essere entrato nell’abitazione per sfuggirgli. Nel secondo grado del processo la sua condanna a due anni di libertà vigilata viene sospesa e Lee torna libero.

Dopo che, nel dicembre 1993, la moglie lo lascia, Lee invita a casa la sorella di lei, all’epoca diciottenne, la droga e quindi procede a violentarla ed ucciderla. Secondo il detective che si occupò di questo caso, Lee andò addirittura dal padre della ragazza ad offrire il proprio aiuto per rintracciare la figlia scomparsa.

Il suo comportamento risulta però sospetto e il 18 gennaio Lee viene arrestato e condannato a morte (sentenza in seguito convertita in carcere a vita)

Il 18 settembre 2019, Lee viene indicato dalla polizia come sospettato degli omicidi seriali, dopo che il DNA ritrovato sulla biancheria di una delle vittime risultò corrispondente al suo. Altri test lo legarono poi a quattro degli omicidi seriali. Inizialmente Lee nega ogni coinvolgimento, ma il 2 ottobre 2019 confessa 15 omicidi, compresi quelli di tutte e 10 le vittime del serial killer (anche quello ritenuto opera di un imitatore) e altri 5 delitti. Confessa inoltre più di 30 tra stupri e tentati stupri.

Il 15 novembre dello stesso anno la polizia annuncia di ritenere Lee colpevole di tutti e 10 gli omicidi del serial killer e Yoon Sang-Yeo, arrestato per l’ottavo di essi, viene liberato dopo vent’anni di carcere

Rassegna Stampa

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