Il Sale Della Terra

Il film racconta l'universo poetico e creativo di un grande artista del nostro tempo, il fotografo Sebastiao Salgado. Dopo aver testimoniato alcuni tra i fatti più sconvolgenti della nostra storia contemporanea, Salgado si lancia alla scoperta di territori inesplorati e grandiosi, per incontrare la fauna e la flora selvagge in un grande progetto fotografico, omaggio alla bellezza del pianeta che abitiamo. La sua vita e il suo lavoro ci vengono rivelati dallo sguardo del figlio Juliano Ribeiro Salgado, che l'ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi, e da quello di Wenders, fotografo egli stesso.

2021
Brasile, Italia, Francia
DOCUMENTARIO
Wim Wenders, J. R. Salgado
Sebastiao Salgado
01:40
2,90


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Fotogallery

Un viaggio con un uomo che è stato testimone dei contrasti del mondo, fatto di luci e ombre, vita e morte, atrocità e bellezze, che ha immortalato con i suoi progetti fotografici insegnandoci a vedere le cose con una prospettiva fatta soprattutto di empatia.

Un fotografo è letteralmente qualcuno che disegna con la luce. Un uomo che descrive e ridisegna il mondo con luci e ombre.

Salgado


Sebastião Salgado, nato ad Aimorés, in Brasile, nel 1944, inizia la sua carriera studiando economia prima nel suo paese e poi a Parigi, dove si trasferisce nel 1969 con Lélia, sua moglie e compagnia di avventura. Proprio in Francia Lélia compra una macchina fotografica per i suoi studi in architettura, ma è soprattutto Sebastião ad usarla. Per il suo lavoro all’Organizzazione Mondiale del Caffè, Sebastião si reca spesso in Africa, portando con sé la fotocamera della moglie e tornando ogni volta con tante fotografie. Da questa esperienza capisce che è la fotografia a dargli tanto e così, insieme a Lélia, decide di ricominciare da capo, di dedicarsi alla sua vera passione.

La sua sensibilità e la sua curiosità lo hanno portato a testimoniare la condizione dell’essere umano nelle diverse realtà sociali, economiche, politiche e culturali nel mondo. Nei suoi progetti, frutto di lunghi viaggi, di esperienze magnifiche e terribili, Sebastião Salgado si immerge nelle realtà che documenta, si relaziona alle persone con empatia, restituisce dignità alle vittime di atrocità e violenze. Il sale della Terra è un viaggio attraverso lo spazio e il tempo con parole e immagini che raccontano storie, che ci comunicano lo scambio tra Salgado e il soggetto fotografato, un bianco e nero su cui è possibile soffermare lo sguardo in quel lasso di tempo che ci regala il regista per emozionarci, per riflettere. Intraprendiamo così un viaggio nel tempo nelle miniere d’oro della Sierra Pelada, dove sembra di vedere passare davanti agli occhi la storia dell’umanità, “la storia della costruzione delle piramidi, la Torre di Babele, le miniere di re Salomone”, cogliamo il passaggio dal lavoro industriale a quello manuale, con l’omaggio ai lavoratori che con le loro mani hanno costruito il mondo (Workers). Il fotografo dà luce alle tragedie e alle sofferenze dell’umanità, scene di violenza e morte che lo hanno colpito profondamente, per una conoscenza che spinge alla sensibilizzazione su tematiche che spesso sembrano lontane, come la siccità e la miseria vissuta nel Sahel, il lavoro infernale dei pompieri nei pozzi petroliferi del Kuwait durante la prima Guerra del Golfo, la brutalità del genocidio in Ruanda, la propagazione dell’odio nel corso della storia, le migrazioni di massa di chi è costretto a lasciare la propria casa (Exodus). Insieme a Salgado scopriamo tradizioni e modi di vivere diversi (Other Americas) e riscopriamo l’amore per la natura, dopo aver assistito alla rinascita dell’ecosistema nella Valle del Rio Doce (Minas Gerais), un tempo fazenda di famiglia, grazie all’idea dell’inseparabile Lélia di piantare le specie di alberi in una terra senza vita a causa di deforestazione ed erosione che dopo anni si è rigenerata di piante e ripopolata di animali. Esperienza alla quale seguirà la sua spedizione di otto anni per terre e vite incontaminate nel mondo (Genesi) che ci rendono coscienti dell’importanza della natura nella nostra vita, perché è da lei che dipende. In tutti i suoi lavori Salgado non dona solo testimonianze, ma fotografie che hanno il potere di accendere la nostra umanità.

Ieri sera sono stato a vedere il film-documentario “Il Sale della Terra”.

L’opera tratta dalla vita e dell’opera del grande fotografo Sebastiao Salgado (se vi state chiedendo chi è dovreste bruciare la vostra reflex). Visto con gli occhi del fotografo è un corso di fotografia accelerato, in due ore passano le foto più belle dell’autore, con la descrizione fatta da lui medesimo sul perché ha realizzato quella foto, cosa lo ha spinto a muoversi, qual era il suo progetto, cosa vedeva il suo cuore e come voleva fotografarlo. Come “persona” mi ha colpito la sua grande umanità, la sua empatia totale con le persone e con il mondo, la sua sensibilità nel capire quello che fotografa prima di fotografare. Insomma un bel film e una bella lezione, si esce dalla sala con la sensazione di essere quasi all’oscuro di quello che succede nei meandri del nostro pianeta, tra guerre e disastri ambientali e di come un uomo, con la sua macchina fotografica, ha deciso di essere testimone, senza filtri di quello che succede. Consigliato a tutti ma in particolare a tutti coloro provano a scattare fotografie e non si accontentano di istantanee.

(Angelo Fragliasso)


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Una landa deserta, un uomo con una macchina fotografica che, mimetizzandosi, cerca di fotografare degli animali sospettosi. Potrebbe essere un qualsiasi documentario sulla natura, se non fosse che quell’uomo è Sebastião Salgado, il fotografo brasiliano autore di alcune tra le più drammatiche immagini che siano mai state viste sui giornali del mondo. Salgado, Tião per chi lo conosce, è diventato fotografo per caso, utilizzando la macchina della moglie architetta mentre studiava economia a Parigi. Ma quando ha scoperto la vera essenza della fotografia (come ricorda lui stesso, l’etimo è greco: photo, è luce, graphein è disegno, pittura, scrittura) ha iniziato a girare il mondo per raccontare per immagini la vita di milioni di persone. Armato solo di volontà, curiosità e della macchina fotografica, vero prolungamento dei suoi occhi, Salgado è stato testimone rispettoso e partecipato, raccontando col bianco e nero con toni poetici, sovente maestosi, ipnotici, quasi sempre tragici, l’esistenza umana. Fatica, dolore, disperazione, morte, vengono squadernate dalla fotografia di Salgado nei suoi viaggi in America Latina, in Africa, nell’est Europa. Ma anche gioia, tradizioni, festeggiamenti, l’affetto reciproco di genitori e figli. Wim Wenders (regista e fotografo anch’egli), che assieme al figlio di Salgado, Juliano, ha realizzato il film, è stato attento a non cadere nell’agiografia. Tião è un uomo, che ha cercato di mostrare al mondo la bellezza e le brutture della condizione umana: con le sue immagini ha sconfessato chi accusava la natura di morte e carestie, denunciando le manchevolezze o i consapevoli crimini di chi ha affamato e decimato, per brama di potere, interi popoli. Ha visto la crudeltà e la morte e ne è rimasto sconvolto. Salgado non è un eroe, a un certo punto della sua vita ha raggiunto il limite della sopportazione, e ha deciso di fare qualcosa in prima persona: lentamente, con l’aiuto della moglie, ha ripreso in mano la fazenda di famiglia in Brasile, un ampio terreno ormai desertificato dal disboscamento, e ha cominciato a piantare alberi, dando lavoro e creando un modello e una fondazione che sono diventati un punto di riferimento. Salgado ancora gira per il mondo, aiutato dal figlio, e realizzando immagini meravigliose, tra popoli che cercano di conservare la propria unicità e animali nel loro ciclo naturale. Volti, incontri, ricordi, amicizie: quello di Wenders non è solo l’elogio di un artista, ma il racconto di una lunga esperienza dalla quale traspaiono sofferenza e compassione. Una testimonianza che fa bene a tutti quelli che guardano e che non possono non sentirsi partecipi.

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Il sale della terra racconta quindi della fotografia come vocazione e come mezzo per avvicinarsi alle persone e alle loro storie. Le raccolte di Salgado sono importanti soprattutto per due aspetti: l’innegabile forza iconica degli scatti da un lato e dall’altro il potere di testimoniare e di portare alla conoscenza del mondo alcune tragedie dimenticate e altrimenti completamente ignorate.

La forza degli scatti sta infatti nell’aura che conferiscono ai soggetti senza alterarne umanità e immediatezza: Salgado dà vita a una galleria di persone e non di personaggi, siano essi lavoratori di una miniera brulicante di uomini, donne profughe, orfani affamati, vigili del fuoco impegnati a spegnere pozzi di petrolio in fiamme in un paesaggio più simile all’inferno che alla Terra. Ed è così che Wenders dipinge il fotografo: ritratto contro un fondo nero, il volto in primo piano che emerge con la forza plastica di un busto rinascimentale, mentre racconta dei suoi viaggi e dei suoi incontri e di come abbia trascorso gli ultimi 40 anni in bilico tra la voglia di raccontare gli orrori non di una ma di tante guerre e carestie e il dolore di condividere le sofferenze degli altri.

Questo del resto Wenders dice di aver capito di Salgado, ancora prima di incontrarlo: «Gli importava davvero della gente: dopotutto la gente è il sale della terra».

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Cose che non sai sul film


Il sale della terra è uno di quei film che ha dato nuova linfa al genere documentario, raccontando il punto di vista di uno dei fotografi più rinomati, Sebastião Salgado.

Win Wenders, che ha scoperto questo fotografo per caso, è rimasto immediatamente affascinato dal suo talento, riuscendo, con questo film, a raccontare la storia della sua vita e la comunicazione messa in atto dal suo lavoro.

Ecco, allora, alcune cose da sapere sul film documentario Il sale della terra.

_Il regista ha raccontato il punto di vista del fotografo. Con Il sale della terra, Wim Wenders ha voluto raccontare come viene data vita ad una vocazione, portando alla luce l’umanità e la curiosità del mondo in un trotto intorno al mondo, come un dialogo riconoscente alla visione risoluta del fotografo.

_Il montaggio è stato difficile. Sia Wim Wenders che Juliano Salgado (co-regista) hanno descritto il processo di montaggio come estremamente difficile e dispendioso in termini di tempo. C’erano false partenze e vicoli ciechi e i due hanno combattuto per mesi con quello che il regista tedesco chiamava “problemi dell’ego” su quello che sarebbe stato utilizzato o meno, prima di stabilire un metodo e di avere un risultato che li soddisfacesse.

_Salgado ha spiegato la foto del gorilla. Per quanto riguarda la fotografia che ritrae un gorilla con si mette un dito in bocca, Sebastião Salgado ha dichiarato nel film che l’animale riconosce la propria immagine per la prima volta dopo aver visto il suo riflesso nella lente. Tuttavia, diversi studi hanno smentito questo fatto, dimostrando che i gorilla non riescono a riconoscere il proprio riflesso.

_Wim Wenders ha conosciuto l’arte di Salgado per caso. Il regista tedesco, verso la fine degli anni ’80, stava camminando lungo La Brea Avenue a Los Angeles quando, con la coda dell’occhio scorse alcune fotografie nella finestra di una galleria. Entrò incuriosito e conobbe il nome dell’artista, un fotografo brasiliano, tale Sebastião Salgado, uscendo dalla galleria, dopo qualche ora, con delle stampe in mano.

_Wenders ha incontrato Salgado a Parigi, nel suo studio. Dopo molti anni dalla scoperta, il regista tedesco ha incontrato il fotografo solo nel 2009. Dal loro incontro è nato il progetto Il sale della terra, con Salgado che ha portato il regista a concepire e ad imparare dagli angoli più remoti del mondo, realizzando il film con il figlio del signor Salgado, Juliano Ribeiro.

_Il titolo del film ha un riferimento biblico. Il sale della terra, film del regista Wim Wenders, si riferisce ad un passaggio biblico, specialmente a Matteo 5:13: “Sei il sale della terra. Ma se il sale perde la sua salinità, come può essere reso di nuovo salato? Non è più buono a nulla, tranne che ad essere buttato fuori e calpestato”.

_Il titolo si riferisce ad un fotografo. Salgado è un termine portoghese utilizzato per definire una cosa salata. Se si aggiunge il sale a qualcosa, questo diventa salgado. Ciò può essere interpretato, in maniera più ampia, come un contributo che il fotografo Sebastião Salgado ha dato al pianeta Terra o, in maniera più letterale, come il cambiamento che lui e la sua famiglia hanno apportato alla loro terra, riportando la foresta pluviale nativa all’Istituto della Terra (The Earth Insitute).

_Il riferimento è alle persone di grande valore. Al di là della connotazioni religiose, Il sale della terra è una frase che rappresenta la positività. Infatti, le persone che vengono così descritte sono quello che vengono considerate di grande valore e di grande affidabilità.