La villa

Scampia, Napoli. Nel cuore del quartiere, tra alti palazzoni e distese di cemento, c’è un grande parco pubblico: "La Villa Comunale", un’oasi naturale, in cui le persone si incontrano alla ricerca di uno spazio di libertà. Il rombo degli elicotteri e le sirene della polizia risuonano tra le voci degli abitanti del quartiere, che qui, grazie a un filtro di natura e bellezza, si rivelano.

2019
Italia
DRAMMATICO
ROBER GUEDIGUIAN
Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, Jacques Boudet, Anaïs Demoustier, Robinson Stévenin
61min
4,90


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Biografia della regista - Claudia Brignone

Nata a Napoli 1985. Nel 2008 si è laureata in Scienze della Comunicazione e nel 2011 in Imprenditoria e Creatività e Televisione (Laurea Specialistica 110/110) presso l’Università degli studi di Napoli Suor Orsola Benincasa. Ha frequentato nel 2009 il corso di Regia del Documentario all’Act Multimedia di Roma. Successivamente partecipa al ConeroDocCampus (Workshop pratico con Pietro Marcello Sara Fgaier, Tarek Benabdallah). In questi anni ha lavorato a diversi documentari: segretaria di produzione per Il trasloco di Luca Bellino, ricerche per la scrittura del progetto Kentannos di Victor Cruz (Argentina), ricerche di materiale d’archivio del film La seconda natura di Marcello Sannino. Ha collaborato per la rassegna “Venezia a Napoli” e successivamente per il Festival Internazionale di Cinema e Diritti Umani di Buenos Aires, coordinando la delegazione italiana del festival e un corso di fotografia e cinema nel carcere femminile di Buenos Aires. Nel 2014 realizza il suo primo film documentario La Malattia del Desiderio (57’): vincitore del premio del pubblico al SalinaDocFest 14 e di una menzione speciale della giuria, viene poi proiettato in occasione di festival italiani ed internazionali vincendo diversi premi e nelle principali città italiane, Roma, Napoli, Milano e Torino. Successivamente realizza dei video documentari per il Centro Territoriale Mammut, centro di aggregazione giovanile di Scampia e lavora come operatore per il progetto di teatro Arrevuoto. Ha partecipato al progetto Filmap - Atelier di Cinema del Reale a Ponticelli, coordinato da Leonardo Di Costanzo, realizzando il corto L’Altalena. Ha realizzato poi il corto I sogni son desideri commissionato dal Corriere della Sera per l’evento Il tempo delle donne. Nel 2017 ha lavorato come assistente alla regia per L’Intrusa di Leonardo Di Costanzo sia in preparazione che sul set, e come aiuto regia per il documentario Aperti al pubblico di Silvia Bellotti, vincitore del premio del pubblico al Festival dei Popoli di Firenze. Nel 2018 ha collaborato al casting per la serie tv L’amica geniale e per il film di Claudio Giovannesi La Paranza dei bambini, prodotto da Palomar, svolgendo anche il ruolo di assistente alla regia. Inoltre, nello stesso anno, è stata tra i vincitori della prima edizione sezione cortometraggi a carattere documentaristico del bando CINEPERIFERIE 2018 indetto dal Ministero dei beni e delle attività culturali. Nel 2019 ha lavorato come assistente alla regia al film Rosa Pietra e Stella di Marcello Sannino.

Note di Regia

Ho frequentato il parco per circa tre anni, per raccontare un quartiere di periferia partendo da questo unico luogo: La Villa Comunale di Scampia. Mi è sembrato bastasse stare qui, in ascolto, tra gli alberi e i fiori, per restituire la complessità del fuori. All’origine dell’idea del film c’è un altro lavoro, realizzato circa tre anni fa nel quartiere Scampia. Gli operatori del Mammut, un Centro Territoriale con sede nella piazza principale, a pochi metri dalla Villa Comunale, mi chiesero di documentare le attività svolte con i bambini e i giovani del quartiere. Durante quel periodo di lavoro avvertivo un contrasto tra la realtà che filmavo e con l’idea che io stessa avevo del quartiere. Non sapevo infatti che Scampia fosse una delle zone più verdi di Napoli, con una solida rete di associazioni che agiscono quotidianamente sul territorio e che proprio dietro ai palazzoni filmati dalla cronaca e dal cinema, per raccontare il degrado e il malaffare, ci fosse un grande parco pubblico, vissuto dagli abitanti come un’oasi di benessere. È da queste sensazioni che nasce l’esigenza di capire come guardare questa parte di Napoli, che è la mia città, e di scrivere un film sul quartiere. Il luogo in cui si sviluppa la narrazione è una scelta fondamentale. Tendo a cercare luoghi dove tutto il fuoricampo, ci entra evocato. Nel mio lavoro precedente, La Malattia del Desiderio, ho raccontato il mondo della tossicodipendenza dall’interno di un ambulatorio, un ser.T - servizio per le tossicodipendenze. Questa scelta mi ha permesso di non insistere sulla durezza delle vicende personali dei protagonisti, ma di evocarle attraverso i racconti che emergevano nei colloqui e nella relazione con i medici. Anche per La Villa ho seguito lo stesso approccio: focalizzare il racconto di un quartiere all’interno delle mura di cinta di un giardino pubblico, mi ha permesso di raccontare la vita delle persone che lo abitano in uno scenario lontano dalle immagini prodotte su questa periferia. Lo spazio diventa così un vero e proprio protagonista, un microcosmo, contenitore di personaggi e storie, in questo caso, molto differenti tra loro. L’esigenza di fare questo film è quella di riflettere sulle periferie e sulla costruzione di un immaginario che le rappresentazioni su un luogo contribuiscono a produrre, e sulla natura, necessaria per le persone che vivono nelle città: una via di salvezza.

Estratti stampa

“Un ritratto di Scampia, o meglio della sua Villa Comunale, che riempie lo sguardo dello spettatore toccando corde profonde… [La regista] si è calata in un contesto complessivamente positivo, “La villa comunale”, quell’immenso giardino pubblico creato anche per offrire alla popolazione una possibilità differente, uno spazio di aggregazione che conceda margini di manovra a chiunque voglia agire in modo costruttivo. E sono tanti, più di quanti uno sarebbe portato ad immaginare, coloro che continuano a trarne beneficio. Ne deriva uno sguardo pieno di grazia. I più disparati utenti della Villa si svelano di fronte alla videocamera, producendo un quadro che pulsa di vita. […] Si afferma a tratti una tenerezza, che non nega però le asperità di una quotidianità comunque precaria, difficile, come le incursioni vandaliche nel giardino e quella profonda inquietudine relegata fuori campo, assieme alle sirene della polizia, esemplificano bene. Insomma, si è consapevoli di stare su una linea di frontiera. Ma è ad ogni modo, saggiamente, una nota di speranza dal forte retroterra umanistico, ciò che l’autrice ha saputo donarci”.

Taxidrivers.it, Stefano Coccia

Estratti stampa

“La regia di Claudia Brignone si avverte immediatamente come verace, autentica. Ciò che mostra le sta a cuore, la coinvolge, e ciò si percepisce con piacere. A volte la sua voce fuori campo entra nella narrazione per parlare con i suoi soggetti, altre volte è la sua macchina da presa che guarda con lo stesso interesse dei suoi occhi. Non ci sono effetti né virtuosismi: semplicemente, si sente il desiderio di narrare una realtà complementare”.

Spettacolo.eu, Raffaella Mazzei

Estratti stampa

“Una panoramica suggestiva ed un racconto realisticamente fiabesco accompagnano lo spettatore nella vita del parco, dal quale le sirene delle polizia, le urla degli abitanti del quartiere e i drammatici problemi sociali, appaiono soltanto come un sottofondo lontano”.

Cinematographe.it, Jacopo Fioretti

Estratti stampa

“…Con estrema semplicità e grande realismo, l’opera seconda di questa giovane napoletana, che non a caso prima di girare questo film ha frequentato il parco per circa tre anni, riesce a descriverci dall’interno di un unico ambiente la complessità del fuori. Il fuoricampo entra per evocazione e per immaginazione. E dalla quotidianità esce fuori l’essenza di quello che ci circonda, di questo quartiere di periferia e di un microcosmo che contiene storie molto diverse tra loro”.

Cinematografo.it, Giulia “Dehors” Lucchini

Estratti stampa

“Un bambino amante degli animali che trascina in un laghetto putrescente un frigorifero, trasformandolo in un galeone pirata, un pensionato che pianta alberi per attirare le farfalle, perché vuole tornare a vederle nel quartiere, ragazzi che si incontrano, amori che nascono, signore che fanno yoga: questo e molto altro è raccontato in «La Villa», il documentario di Claudia Brignone presentato ad «Alice nella città», nell'ambito della «Festa del Cinema di Roma», che mostra uno sguardo inedito su Scampia, mostrandone gli abitanti all'interno del grande parco comunale”.

Il mattino, Oscar Cosulich, “La Brignone e la «piccola bellezza» di Scampia”