LA MOGLIE DELL'AVVOCATO - V.O.

La moglie dell'avvocato, il film diretto da Sang-soo Im, segue la storia di Ju Yeongjak (Jung-min Hwang), un avvocato di successo e di sua moglie Eun Ho-jeong (So-Ri Moon), un'affascinate ex ballerina, che insieme al loro figlio adottivo di 7 anni, formano la famiglia perfetta che tutti sognano.
Ju e Eun vivono insieme in una casa di lusso, si amano e si prendono cura l'uno dell'altro, crescendo il proprio bambino. Partecipano a eventi mondani, possiedono diverse automobili e la donna frequenta negozi e saloni di bellezza. Tuttavia, dietro l'apparenza, non è rimasto nulla di umano.
L'uomo a causa del suo lavoro, si trova spesso fuori casa, mentre la moglie, che ha abbandonato la sua carriera di ballerina per dedicarsi al marito e al bambino, ora lavora come istruttrice nella palestra del quartiere.
Eun non sa che il marito ha un'importante relazione con l'aspirante modella Kim Yeon (Jeong-rim Baek), con la quale sfoga i suoi istinti sessuali. La donna frustrata e annoiata dalla vita che conduce, stanca anche del monotono sesso familiare, trova conforto tra le braccia di uno studente vicino di casa, di appena 17 anni.
Fino a che punto si spingeranno Ju e Eun in questo ciclo fatto d'inganno e infedeltà?

2003
Corea
Drammatico
Im Sang-soo
So-Ri Moon, Hwang Jung-min, Yun Yeo-jung, Kim In-mun
104min
3,90


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Una famiglia disfunzionale è al centro del primo grande successo di critica del regista coreano Im Sang-soo, da sempre autore in grado di esprimere la sensualità attraverso una regia incisiva e febbrile: basti pensare al più recente The Housemaid (2010), riuscitissimo remake di un classico del cinema nazionale che ha trovato nella nuova incarnazione un vibrante mix di erotismo e tensione drammatica. Elementi che appartengono anche a La moglie dell'avvocato, film qui oggetto di recensione presentato al Festival del cinema di Venezia del 2003, dove è stato in gara per il Leone d'oro.

Qui il sesso infatti è al servizio di una storia che attraverso l'esplicitazione carnale, presente in numerose scene (senza mai scadere nella pornografia o in un estetismo che scandalizzi in modo gratuito), ci accompagna nelle tribolanti vicende di un nucleo prossimo ad affrontare situazioni tragicamente comuni, qui ovviamente declinate in chiave più estrema e grottesca come spesso accade nel panorama autoctono.

Il risultato conquista e disturba al contempo, vivendo proprio su diverse, distinte anime che caratterizzano i cento minuti di visione. La moglie dell'avvocato presenta per l'appunto parecchi elementi leggeri nella prima metà, con dialoghi ispirati nella gestione dei diversi personaggi e discussioni non banali sul sesso stesso, salvo poi incupirsi con il procedere della narrazione con almeno un paio di sequenze particolarmente inaspettate, la prima che coinvolge il nonno e la seconda il piccolo figlio adottivo. Scene che variano ulteriormente i toni di un racconto consapevolmente amaro e instabile, e che lasciano spazio a molteplici interpretazioni come nell'intenso amplesso finale che racchiude significati catartici su un nuovo possibile inizio, dove alcune presenze sono obbligatoriamente costrette a "uscire dal disegno" per dar vita a un nuovo domani.

La suggestiva colonna sonora a base di percussioni, con le note dello xilofono che permeano ulteriormente l'inquieto substrato emotivo delle figure coinvolte, e una regia elegante e sinuosa, che tra soggettive e inquadrature da "dietro il buco della serratura", variano l'approccio della visuale impreziosendo la raffinata messa in scena, illuminata dalle performance corporee di una Moon So-Ri, ai tempi reduce dal successo di Oasis (2002) di un altro maestro come Lee Chang-Dong, che si offre anima e corpo alla camera senza remore di sorta.

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Un'opera ricca di sfumature quella firmata nel 2003 dal maestro coreano Im Sang-soo, che sfrutta il permeante erotismo che caratterizza alcune scene di innegabile sessualità per raccontare il dramma di una famiglia disfunzionale, nella quale i rapporti diventano inesorabilmente più complicati con lo scorrere dei minuti. Tradimenti e tragedie in divenire sono al centro de La moglie dell'avvocato, raffinata esposizione di pelle e anima in cui i personaggi coinvolti sono vittime e colpevoli allo stesso tempo, figure senza orientamento in piena balia dei sempre più tortuosi eventi che la vita gli metterà davanti, con la carnalità esibita (ma mai gratuita o volgare) che si offre a veicolo di messaggi ben più profondi e catartici, il tutto giocato su un'alternanza di toni tragicomici che colpisce duro in almeno un paio di sequenze.

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