GLI ANNI AMARI

Primi anni ’70. A partire dal liceo milanese in cui Mario Mieli non nasconde la propria omosessualità dicendo di chiamarsi Maria, si affrontano le tappe della vita privata e pubblica di una personalità che sia nel campo della liberazione sessuale sia in quello artistico ha trovato il modo di esprimersi senza remore, provocando nella società del tempo dei necessari scontri ma anche dei confronti che hanno inciso sul futuro

Andrea Adriatico con questo film ha riempito un vuoto: ha cioè saputo portare sullo schermo qualcuno che, come lui stesso afferma “era un genio, che ci ha sedotto come riusciva a sedurre tutti coloro con cui entrava in relazione.”




Sala virtuale: 
Anno: 2019
Regia: Andrea Adriatico
Genere: Biografico
Durata: 112min
Prezzo: € 6,90
Disponibilità:
Orari: 18:30


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Andrea Adriatico

   Nato all'Aquila nel 1966, Andrea Adriatico vive e lavora a Bologna. Nel 1989 crea il suo primo lavoro come autore e regista: "Le ceneri di beckett". Nel 1991/92 fonda la compagnia Riflessi e il Centro Internazionale "Teatri di Vita", di cui è tuttora direttore artistico di produzione.

Nelle sue opere impone uno stile spregiudicato di fusione tra i generi, affrontando autori e tematiche complesse con un'ispirazione visiva e narrativa di taglio cinematografico. Tra gli autori messi in scena: Beckett, Koltès, Pasolini, Mishima, Cocteau, Copi. I suoi spettacoli sono stati presentati in teatri e festival italiani ed europei (Francia, Germania, Ungheria, Slovenia, Macedonia).
Tra il 2000 e il 2002 crea alcuni cortometraggi ospitati in numerosi festival internazionali. Nel 2004 firma il suo primo lungometraggio Il vento, di sera, invitato al Festival del Cinema di Berlino, successivamente ospite di oltre venti festival internazionali in tutto il mondo, e vincitore del Roseto Opera Prima Film Festival. Nel 2007 debutta al London Film Festival il suo secondo film, All'amore assente.
Mario Mieli


   Mario Mieli
 (Milano21 maggio 1952 – Milano12 marzo 1983) è stato un attivista e scrittore italiano, teorico degli studi di genere. È considerato uno dei fondatori del movimento omosessuale italiano, nonché uno tra i massimi teorici del pensiero nell'attivismo omosessuale italiano. Legato al marxismo rivoluzionario, è noto soprattutto come eponimo del Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli e per il suo saggio Elementi di critica omosessuale pubblicato nella sua prima edizione da Einaudi nel 1977.

«Spero che la lettura di questo libro favorisca la liberazione del desiderio gay presso coloro che lo reprimono e aiuti quegli omosessuali manifesti, che sono ancora schiavi del sentimento di colpevolezza indotto dalla persecuzione sociale, a liberarsi della falsa colpa»


Io sono contento di essere una checca evidente, “femminile”: la sofferenza che ciò, in questa società, comporta è al tempo stesso la misura o, se si vuole, lo specchio della dura e insieme fragile e preziosa bellezza della mia vita. È un grande destino possedere e cercare di vivere con chiara coscienza un’esistenza che la massa regolare, nel suo idiota accecamento, disprezza e tenta di soffocare.

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Perché dovresti conoscere Mario Mieli (se ancora non sai chi è)

Il film «Gli anni amari» racconta la vita (e le opere) di una figura chiave del movimento gay degli anni Settanta che in troppi, oggi, hanno dimenticato

Mario Mieli, milanese, morto suicida a soli 30 anni nel 1983, è stato una figura fondamentale per il movimento  che oggi chiamiamo queer, eppure, se non fosse per il Circolo di cultura omosessuale di Roma  che porta il suo nome, in pochi lo ricorderebbero. Perché era un intellettuale – definizione che oggi suona vagamente offensiva – una personalità complessa, uno troppo avanti per i suoi tempi, probabilmente. 

Il film ripercorre molte tappe della sua vita e militanza. I lunghi periodi trascorsi a Londra, la nascita di Fuori!,il Fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano, fondato nel 1971. Il suo ricovero in una clinica psichiatrica, il suo intervento controverso all’evento di Parco Lambro, la cosiddetta Woodstock italiana, nel 1976, le sue interviste-incursioni agli operai  dell’Alfa Romeo per parlare di società e sesso mandate in onda sulla Rai. Fino alla pubblicazione, postuma, del suo libro autobiografico Il risveglio dei Faraoni. 

Abbiamo parlato con il protagonista degli Anni amari, Nicola Di Benedetto, 27 anni, di Roma, diplomato all’Accademia di Belle arti di Bologna, al suo primo film.