ROUBAIX, UNE LUMIÈRE

La notte di Natale, il commissario Daoud segnala una vettura in fuoco lungo la strada e prende servizio alla centrale di Roubaix. Louis, nuova recluta fresca di diploma, sonda il nuovo territorio e osserva con ammirazione il suo commissario, un uomo carismatico e pieno di umanità che conosce perfettamente il suo mestiere e la sua città, che si fida del suo istinto e non giudica mai i suoi interlocutori. Un omicidio sordido sconvolge la città. Una vecchia signora è stata assassinata e i sospetti cadono sulle due vicine, Claude e Marie, giovani donne alcolizzate e perdute. Daoud e Louis le interrogano decisi a venire a capo del delitto.

PREMIO MIGLIOR FILM INTERNAZIONALE DISTRIBUITO IN ITALIA NEL 2020, premio conferito dal Sindacato nazionale dei Critici cinematografici Italiani

2020
Francia
Thriller
Arnaud Desplechin
Roschdy Zem, Léa Seydoux, Sara Forestier, Antoine Reinartz, Chloé Simoneau
119min
3,90
Dall'8/01


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Desplechin racconta l’amore per la sua Roubaix a partire dalla cronaca

   Desplechin ha sempre avuto uno sguardo particolare su Roubaix. Ma più che raccontare la dimensione concreta dei luoghi, la realtà di quegli spazi di confine, ha messo in mostra film dopo film una sua idea della città natale, una visione particolare filtrata attraverso la prospettiva dei sentimenti, delle impressioni o dei ricordi. Una Roubaix singolare, proiezione e riflesso delle vite dei protagonisti, delle allucinazioni delle loro “malattie”, in grado di cambiar forma di volta in volta: “fantasmatica, incantata, sotto la neve, uno spazio mentale…”, come ci raccontava Desplechin nella lunga conversazione che abbiamo avuto non molto tempo fa.

Ora, finalmente, Roubaix diventa la protagonista assoluta. Ed è una Roubaix vera, contraddittoria, che mette in mostra il suo aspetto austero, ma ancor più le sue crisi. Un luogo sospeso tra la cintura e l’abbandono, tra la frontiera e le macerie postindustriali. Un incrocio di gente che si stringe intorno a un punto d’ebollizione, che cerca di far fronte alla rabbia, al vuoto, alla disperazione, ma che resta troppo prossima all’incendio. Non a caso la prima immagine forte è quella di un macchina in fiamme sul ciglio della strada, con il commissario Daoud che dà l’allarme in centrale prima di tornare a casa. Ed è sempre un incendio a dare il via alla traccia principale della narrazione, dopo una lunga carrellata di casi più o meno ordinari: un tentativo di frode, una rapina a mano armata, una ragazza che scompare, un’altra che subisce una violenza sessuale… e, infine, la morte di un’anziana strangolata nel suo letto. Tutti crimini “effettivamente accaduti”. Che di fatto accadono. E che, a volte, rimangono al di qua della soglia della punibilità, nel limbo della morale messa alla prova dai fatti della vita.

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Ringraziamento Desplechin Premio Miglior film internazionale 2020


Video presentazione_Desplechin_SubITA


Un poliziesco profondo e attuale

   Protagonista è il commissario Daoud, che vive la sua esistenza fronteggiando criminali di varia natura. Per lui,ogni indagine va presa con il massimo della serietà e del trasporto emotivo, cercando di proteggere quella città in cui è cresciuto e a cui (nonostante la sua famiglia sia tornata in Algeria) si sente profondamente legato.

In questo caso, è il gioco di luci notturno a colpire fin dalle prime immagini: luci che provengono dalle finestre delle case, dai fanali delle automobili o proprio dalle fiamme sviluppate da un incendio, prima ragione d'indagine della narrazione.

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Genere: poliziesco malinconico
Léa Seydoux

   Léa Seydoux, nata Léa Hélène Seydoux-Fornier De Clausonne (Parigi1º luglio 1985), è un'attrice francese, vincitrice della Palma d'oro a Cannes per La vita di Adele e nota al pubblico anche per il ruolo di Bond girl nei film Spectre e No Time to Die.

Disperatamente carina e divertente, dotata di un fascino mitico, questa attrice francese è il nuovo astro del cinema d'oltralpe che sta conquistando Hollywood e che ha fatto capitolare per primo l'irripetibile Quentin Tarantino, il quale, vedendo in lei l'eterna personificazione dell'adolescenza e della tenerezza, le ha offerto un piccolo ruolo in un suo film.

Nata nel cinema
Figlia dell'uomo d'affari Henri Seydoux e dell'attrice francese Farida Khelfa, Léa Seydoux è la nipote del presidente della Pathé Jérôme Seydoux e ha per zii il rappresentante della Gaumont Nicolas Seydoux e Michel Seydoux, presidente del LOSC, il club di football di Lille. Dopo essersi laureata, segue i corsi di teatro all'École de théâtre "Les Enfants Terribiles" e già dal 2005 comincia a lavorare nel mondo dello spettacolo.

I lavori cinematografici
Prima appare nel videoclip di Raphaël "Ne partons pas fâchés" diretto da Olivier Dahan, poi debutta al cinema nel film per adolescenti Mes copines (2006) di Sylvie Ayme con Rossy de Palma, dove ha un ruolo principale. Nel 2008, è accanto a Michel Piccoli in De la guerre, ma è con La belle personne (2008) che ottiene una candidatura al César come miglior giovane promessa femminile. Non vince, ma comincia a farsi riconoscere dalla critica. Nel frattempo, la Levi's 501 la sceglie per un suo spot nel quale compare completamente nuda. Lo spot piace così tanto a Quentin Tarantino che il regista la impone nel ruolo di Charlotte LaPadite nel suo film Bastardi senza gloria (2009) con Brad Pitt, Christoph Waltz, Eli Roth, Mélanie Laurent e Diane Kruger. A seguire verranno Lourdes (2009) e il kolossal di Ridley Scott Robin Hood (2010) con William Hurt, nel quale veste i panni della nobile Isabelle d'Angoulême. Poi è la protagonista di Belle Épine (2010) e ha un piccolo ruolo in Midnight in Paris (2011) di Woody Allen, dove i più maligni dicono sia stata chiamata per sostituire Carla Bruni (anche se lo stesso Allen smentisce categoricamente il pettegolezzo e dichiara che la giovane attrice ha in realtà un altro ruolo). Nel 2011, è con Tom Cruise in Mission: Impossible - Ghost Protocol e con Gérard Depardieu in Les adieux à la reine (2011), oltre a far innamorare Owen Wilson nel Midnight in Paris di Woody Allen. Nel 2012 è nel film di Ursula Meier Sister, e nel 2013 conquista la Croisette recitando nel fortunato film di Kechiche La vita di Adele, vincitore della Palma d'Oro, mentre l'anno successivo è alla Berlinale con il film d'apertura di Wes Anderson The Grand Budapest Hotel e con la rivisitazione de La Bella e la Bestia firmata da Christophe Gans.
Nel 2015, anno dei suoi trent'anni, interpreta la fatale Madeleine Swann in Spectre - 007 di Sam Mendes e poi fa parte del cast del film di Xavier Dolan It's Only the End of the World.



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