ROSA PIETRA STELLA

A Portici, alla periferia di Napoli, Carmela è una giovane madre sola che vive in condizioni precarie, sotto perenne minaccia di sfratto, insieme alla madre e alla figlia undicenne Maria. Scaltra e battagliera, Carmela deve però arrangiarsi come può per sbarcare il lunario ed evitare che i servizi sociali le portino via Maria. Tra lavori occasionali, come quello di hostess, e abboccamenti meno che leciti con un avvocato per procurare permessi di soggiorno agli stranieri, Carmela si fa aiutare come può dalla sorella Nunzia e da Tarek, un uomo algerino dal cuore gentile.


Lontano dalla Napoli classica e poetica, e lontano anche da quella nichilista delle storie di camorra, Rosa Pietra Stella racconta una piccola storia di sopravvivenza quotidiana e proletaria, in una Portici in cui la povertà è un gioco a somma zero e svoltare una giornata vuol dire spesso farne pagare il prezzo a chi sta ancora peggio.



2019
Italia
Drammatico
Marcello Sannino
Ivana Lotito, Ludovica Nasti, Imma Piro, Fabrizio Rongione
94min
4,90
Dal 19/01/2021


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IVANA LOTITO DI GOMORRA È CARMELA


«Finalmente si parla di maternità in modo diverso: il non saper essere madre non può essere solo un sentimento da condannare, è una realtà che esiste, va capita e raccontata» spiega Lotito, mamma lei stessa del piccolo Edoardo. «Anzi, in Rosa Pietra Stella si fa di più: si racconta l’essere donna e basta, non in funzione di qualcun altro, in genere un uomo, ma di per se stessa».

E lo si fa in un modo «che non mette al centro la narrazione, ma il suo modo di stare al mondo», il che rende il film più fresco e verosimile, quasi un documentaristico. «Questo è ciò che il cinema dovrebbe fare sempre: restituire la verità, anche quando è una bugia, nel senso che è una storia inventata, ma non dev’essere mai percepita come tale».

Anche la Napoli di Rosa Pietra Stella è lontana dalla Scampia di Gomorra: siamo a Portici, il quartiere dove il regista è nato. «Un posto bello» lo definisce Lotito, «dove però esistono le stesse difficoltà dei bassifondi, perché il degrado non è questione di luoghi, è un problema di assenza di possibilità, di un vuoto da parte dello Stato». A differenza di Carmela lei invece ha sempre saputo chi voleva essere: un’attrice. «Da che ho ricordi ho sempre fatto finta di essere qualcun altro, mi immedesimavo nelle clienti del negozio di abbigliamento dove lavorava mia madre, giocavo a imitare gli atteggiamenti delle persone che mi circondavano, raccontavo storie.

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MARCELLO SANNINO

È nato a Portici, in provincia di Napoli, nel 1971. Dopo gli studi e diverse esperienze nel campo dell’architettura e dell’editoria indipendente, decide di dedicarsi al cinema. Oltre al suo impegno come regista, dal 2008 al 2016 collabora in qualità di docente a diversi workshop e atelier di cinema del reale. Critico cinematografico e curatore di eventi, i suoi documentari sono stati presentati e premiati in diversi festival nazionali e internazionali. ROSA PIETRA STELLA è il suo primo lungometraggio.

Dichiarazioni del regista
"La storia del film è ispirata alla vita di una persone reale. Precisamente la vita di un’amica conosciuta anni fa. Con lei mi sono trovato spesso coinvolto in giornate senza fine, passate ad inseguire persone da incontrare, commissioni da fare all'ultimo momento, illusioni quotidiane di piccoli affari da concludere, per non tornare a casa e in fondo fuggire al destino di una vita segnata dalla nascita. Partendo da questo rapporto ho immaginato il personaggio di Carmela. Il film racconta il momento in cui Carmela, la protagonista, per necessità ed inconsapevole desiderio, deve uscire dalla sua solitudine, tradire il suo orgoglio ed incontrare “l’altro”. Un “nuovo” altro, sconosciuto, disperato anch’esso. Quindi ritrovandosi in mondo dove la lotta di classe è stata sostituita da una lotta interna tra coloro che vivono nella marginalità e nella clandestinità, Carmela usa le poche armi che ha a disposizione per la sua sopravvivenza. Questo è l’ambito sociale e politico nel quale si svolge la storia. Il punto è: parlare delle persone o dei problemi sociali? In realtà, come diceva Rossellini riguardo il suo capolavoro Europa ’51, non esiste nessun problema semplicemente “sociale”, i problemi sono tutti problemi umani. E in questi tempi sempre più disumani bisogna ripartire dalle persone. Non è la coscienza dell’individuo a determinare il contesto sociale nel quale si svolge la sua vita ma il contrario. Questo rapporto va ripensato, invertito o equilibrato. Aldilà della riflessione sul mondo, ciò che da sempre mi interessa nel mio lavoro è la persona. In questo caso una donna, che ancora oggi, in quanto donna, ha troppo spesso una posizione marginale. La mia Carmela, oltre ad ispirarsi a una persona reale, ha come riferimento le donne raccontate in Rosetta dei fratelli Dardenne, Adua e le compagne di Antonio Pietrangeli, Mouchette di Robert Bresson, Vivre sa vie di J.L. Godard. ma anche in Gloria di John Cassavetes, Senza tetto né legge di A.Varda, Mamma Roma di Pasolini. Donne sole molte volte spaesate rispetto al contesto che le circonda. Spesso costrette a prendere decisioni drastiche, a volte crudeli, spinte da una necessità assoluta. Donne che lottano, che si complicano la vita, che portano dentro di sé un desiderio grande, un sogno ancora confuso ma presente, un sogno in attesa di essere realizzato, forse in un’altra vita. Gran parte del film è ambientato a Portici, un piccolo ma popoloso paese al confine sud-est di Napoli. Una cittadina benestante e conformista dove la figura di Carmela, con il suo carattere e le sue difficoltà a gestire la vita e la maternità, risaltano molto più che in una città come Napoli dove la sua condizione è comune a moltissime donne, a moltissime famiglie. Per lei, la contigua metropoli rappresenta il luogo delle maggiori opportunità, della fuga, un luogo dove ti conoscono in pochi e ti giudicano meno, ma anche il luogo dove ci si perde come in un magma in cui è difficilissimo muoversi e dal quale è impossibile uscirne illesi. Le riprese girate a Portici descrivono luoghi di una certa bellezza dal punto di vista artistico e paesaggistico".

 

Rosa pietra stella è il miglior film al Matera Film Festival

   Il lungometraggio di Marcello Sannino con Ivana Lotito, Ludovica Nasti e Fabrizio Rongione ha vinto il Premio Miglior Film della prima edizione del Matera Film Festival inoltre la protagonista Ivana Lotito è stata premiata quale miglior attrice.

 “Per la rilevanza della tematica affrontata - si legge nella motivazione - risolta in una struttura coerente che, in maniera non banale, racconta una storia di sopravvivenza tutta al femminile. La regia misurata, mai invasiva, è accompagnata da un'interpretazione sincera ed emozionante” questa la motivazione del premio assegnato al film che racconta una Napoli tragicamente in gabbia.

Il film è girato magistralmente da Sannino con un’intensità delle immagini, dei piani visivi e dei dialoghi e una fluidità della storia che scorre sotto la pelle. È una Napoli bella e dannata come Carmela. Vittima e carnefice con la sua “scombinatezza”. Madre e figlia senza madre. Senza sponde. Ribelle e insicura. È una Napoli in gabbia quella che racconta Sannino, dove gli spiragli di luce sono possibili proprio grazie a quell’umanità multiculturale che popola la città e in cui la precarietà partenopea si rispecchia e nella quale trova attimi di tenerezza e conforto. E’ infine una Napoli senza speranza. Ed è forse questo l’unico punto interrogativo di questa storia struggente che - non perché un film debba avere necessariamente un lieto fine, anzi - infine non evolve, si blocca. Come forse la stessa Napoli capace di sforzi estremi ed estrema bellezza è incapace di compiere un salto definitivo verso il cambiamento e resta sospesa sul filo.

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Le donne nel mondo di sotto