IMPREVISTI DIGITALI

In un quartiere periferico seguiamo le vicende di tre vicini di casa alle prese con il mondo dei social media. Marie, che vive da sola dopo che il figlio adolescente è andato a vivere con l'ex marito, si trova coinvolta nel tentativo di far cancellare dalla rete un video che la riprende in attività sessuale. Bertrand, che non sa resistere alle chiamate di una certa Miranda che chiama da un call center, al contempo cerca di proteggere la figlia che è vittima di cyberbullismo. Christine, che ha perso il lavoro a causa della sua dipendenza dalle serie tv, si è messa ora nel giro del trasporto Uber ma ritiene che la valutazione che le viene attribuita sia nettamente inferiore alla qualità delle sue prestazioni come autista. Da soli hanno poca speranza di ottenere risultati positivi. Ma se si coalizzassero?

Siamo dinanzi a una piacevolissima commedia in cui ognuno, almeno in parte, può riconoscersi nella propria quotidianità.

Un film per ridere con intelligenza delle nostre vite frenetiche e sempre più digitalizzate. Un terzetto di attori fantastici, diretti splendidamente dal duo di registi folli Kervern e Delepine, con qualche cameo eccellente (Poelvoorde e Houellebecq!) 





Sala virtuale: 
2020
Benoît Delépine, Gustave Kervern
Commedia
106min
6,90

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Imprevisti digitali è l'unica possibile presa in giro della vita digitale
   Finalmente qualcuno che conosce la tecnologia la critica, la prende in giro e sa riderne con un’idea politica e umana dietro
In un libro intitolato More Work For Mother: Ironies in The Household, stampato la prima volta nel 1983 e poi diventato un classico, la sociologa Ruth Schwartz Cowan dimostrava come l’evoluzione tecnologica nelle faccende domestiche dal ‘600 in poi, avesse sempre promesso di sollevare le donne da compiti pesanti ma in realtà non avesse fatto altro che aumentare il loro lavoro, spostando doveri come la manutenzione sull’utente finale e obbligandole ad assumere su di sé compiti che prima non avevano. Era uno studio femminista ma è rimasto come uno dei compendi fondamentali sul rapporto tra evoluzione tecnologica e consumatore.
La storia mette tre derelitti che abitano in un paesino nel nord della Francia a confronto con quelle che loro percepiscono come ingiustizie digitali. Sono personaggi assurdamente comici che non si adattano per niente ad un mondo tecnologico che non conoscono ma di cui vogliono comunque fare parte. L’impressione sempre è che stare fuori dal mondo digitale sia per loro inaccettabile, uno stigma sociale di cui vergognarsi.
Non si contano le maniere diverse in cui lungo tutto il film, di gag in gag, riescono a dar conto di come la tecnologia e la disintermediazione dei servizi tramite internet o la gig economy o ancora anche solo il binge watching, prestino il fianco a tirare fuori il ridicolo in noi, come siano un giogo sui più deboli, meno smaliziati e sempre in affanno. Il loro obiettivo è sempre il fatto che ci sia qualcuno che fa le spese di tutta la grande corsa in avanti e che per una porzione di popolazione che è aggiornata e gode dei frutti del cambiamento, ce n’è un’altra che cerca di imitarla finendone schiacciata, incapacitata ad adeguarsi eppure sempre in corsa per farlo.

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“Imprevisti digitali”: la recensione del film premiato con l’Orso d’Argento


“Imprevisti digitali” (il cui titolo originale è “Effacer l’historique” e cioè: cancella la cronologia – diciamo che offre qualche indizio ulteriore al pubblico) è una commedia di Benoît Delépine e Gustave Kervern che ha conquistato l’Orso d’Argento – Premio Speciale della Giuria alla 70esima edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Proprio come i Dodo, anche gli uomini credono di essere i padroni del mondo e non temono nessun predatore – ora si trovano però a fare i conti con l’intelligenza artificiale, che è molto più potente e pericolosa dell’uomo e ora possiamo vedere chiaramente cosa ci sta accadendo. Sappiamo che non andrà a finire bene nemmeno per noi».

I tre protagonisti sono completamente in parte – parliamo di fuoriclasse della commedia francese – riescono a farci immedesimare in ciascuna delle loro vicende (anche quella più apparentemente lontana), strappandoci sorrisi (un esempio è Marie che ha segnato tutte le sue password di accesso col pennarello nel congelatore – e magari il frigo è mezzo vuoto) con cui, al contempo, ci ‘schiaffeggiano’ buttandoci in faccia quanto pure noi possiamo arrivare al limite e oltrepassarlo, sotto la ‘schiavitù’ dei pc, dei cellulari e in generale di quell’intelligenza artificiale che è arrivata a controllarci tutti. Pure in questo Marie, Bertrand e Christine riescono a farci empatizzare col dramma che stanno vivendo. Ricercano un ‘sogno utopico’, inglobati nel vortice delle promesse, dal ricatto di un video o da una voce conosciuta ‘semplicemente’ al telefono a cui ci si affeziona e si arriva persino a prendere un aereo per una battaglia che appare impossibile.
Non vogliamo rivelare troppo perché il gusto di “Imprevisti digitali” sta in primis nella scrittura e, in secondo luogo, in quella commedia di situazione che riesce a fare la radiografia di ciò che siamo diventati, portandoci a riflettere su quali dovrebbero essere i provvedimenti da prendere finché siamo in tempo.

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Benvenuti in uno dei film più dissacranti e divertenti dell’anno


“Porca vacca è morta Kim Kardashian”. “Non è vero, è una fake”. Benvenuti in uno dei film più dissacranti e divertenti dell’anno. S’intitola Imprevisti digitali, anche se in originale fa Effacer l’historique, ovvero dare una pulitina alla cronologia del pc, ed è diretto dai francesi Benoit Delepine e Gustave Kervern. Una coppia di comici satirici irriverenti che ha costruito negli ultimi vent’anni una sua personalissima versione del vivere contemporaneo e dei suoi devastanti ostacoli quotidiani al cinema. Il Pilardosse/Depardieu alle prese con la pensione in Mammuth, la disoccupazione e la lotta di classe di un gruppo agguerrito di donne operaie in Louise Michel, ed ora direttamente la grande mammella a cui siamo appesi oramai senza appello: la globalizzazione tecnologica incontrollata tra internet e telefonia mobile.

Tra cookie da accettare in continuazione, semafori rossi da cliccare per accedere ad un servizio web, attese infinite e costose ai call center, i tre decidono di farla pagare al grande mostro che governa le loro esistenze. Imprevisti digitali è una farsa deliziosa che distrugge ogni tragica certezza della contemporaneità appallottolando tutte quelle ovvietà scontate, una volta si diceva “borghesi”, nel tempo di un paio di battute o di rapide gag. 

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Il film per chi e? schiavo della tecnologia e per chi non lo vuole essere

In questo film i protagonisti non sono adolescenti problematici o geni informatici in cerca di successo, bensì tre vicini di mezz’età che vivono in un qualsiasi sobborgo della provincia francese e che entrano in contatto con le insidie e i problemi del mondo digitale in maniera accidentale. I protagonisti, infatti, non conducono una vita particolarmente smart o tecnologica, ma vengono comunque intrappolati dalle insidie di internet: accettare illeggibili cookie, inserire i codici captcha, cercare di vendere il mobilio online o ottenere finanziamenti vantaggiosi sul web, solo solamente i primissimi passi iniziatici che i personaggi compiono verso un mondo che percepiscono come altro e di cui non conoscono le regole. Questo perché la loro amicizia, per quanto precaria e fragile, è fatta di strette di mano, di birre stappate, di viaggi in macchina, di favori, confidenze, abbracci e parole.
Un altro aspetto originale del film è l’attenzione che Délepine e Kervern dedicano al tessuto socio-economico e all’estrazione proletaria dei tre vicini di casa. Marie e Bertrand, infatti, pur essendo sommersi dai debiti e non riuscendo a pagare le bollette, si lasciano comunque raggirare dai call center, dalle presunte offerte telefoniche e il mondo di internet, anziché divenire l’Eldorado dell’emancipazione economica, si trasforma in un luogo impervio e incomprensibile dove tutti sono pronti a derubarti con piccoli stratagemmi e inganni.
Lontano dall’essere uno strumento di realizzazione personale e lavorativa, il web tratteggiato in Imprevisti digitali è uno stato di natura artificiale dove il più competente, il più seguito e il più apprezzato approfitta del debole e dell’ignorante. Poco importa se nemmeno una stramba “divinità” che sfrutta l’energia eolica per produrre bitcoin riesce a risolvere il problema e aiutare i deboli: alcuni algoritmi, come sperimenteranno Marie e Bertrand sulla loro pelle, vanno oltre le buone intenzioni.

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Rassegna Stampa


La dipendenza da notifiche, lo spettro del ricatto sessuale, l'ansia dei like, le insidie dei bulli sui social, gli acquisti online con pacchi che girano il mondo e ritorno, le cose fotografate prima ancora di essere state viste... Siamo tutti sulla stessa barca che va a mille giga all'ora, e l'unica cosa da fare sarebbe allontanarci un po', iniziare a guardare e giocare a chi comincia a ridere prima. [...]

di Sara Del Corona, articolo completo (1171 caratteri spazi inclusi) su Marie Claire 16 ottobre 2020

Tre vicini di casa di un sobborgo francese partono lancia in resta, come dei nuovi Don Chisciotte, contro lo strapotere di Internet. Uno è innamorato della voce di un call center, un'altra, che abbocca a ogni fake news e beve un po' troppo, vuole far togliere dal web un video porno che la vede protagonista, la terza (succube di serie tv) ha una figlia vittima di cyberbulli. Lo spirito anarchico un po' grossolani dei registi stavolta prende di petto le ansie di una civiltà schiava di essenze immateriali. Il risultato è superficiale e consolatorio per lo spettatore che solidarizza con i tre simpatici balordi. Però in alcune gag si ride, e non si può dire che il soggetto manchi di attualità. Divertente il cameo di Michel Houellebecq. Orso d'argento a Berlino.

di Emiliano Morreale, La Repubblica, 15 ottobre 2020

In un'epoca che magnifica al massimo le nuove tecnologie, un film come Imprevisti digitali, che delle nuove tecnologie mostra ironicamente le derive più perverse, potrebbe apparire in controtendenza, ma non è così. Pur se smartworking e altro si sono dimostrati di fondamentale aiuto, nell'emergenza Covid non abbiamo forse riscoperto l'importanza del fattore umano e del contatto ravvicinato? Che è proprio quello che ci racconta la commedia del duo Benoit Delepine e Gustave Kervern, Orso d'argento alla scorsa Berlinale. [...]

di Alessandra Levantesi, articolo completo (2157 caratteri spazi inclusi) su La Stampa 15 ottobre 2020


Analfabeti online di tutto il mondo unitevi, una rivolta contro la tecnologia è possibile. A metterla in burla attraverso le figure di tre vicini di casa, ugualmente maldestri fra clic e mouse, sono due registi francesi, dissacranti e surreali quanto basta per demolire insieme alla quotidianità computerizzata anche la società attuale, costruita a misura di like e faccine sorridenti. Termometro trimillenario per misurare il grado di soddisfazione delle vite professionali e personali. Un pollice all'insù non costa niente e può salvare vite umane, almeno nel tentativo non certo malcelato di scongiurare sedute psicanalitiche per crisi di autostima e abbonamenti in formula varia a strizzacervelli di tutte le specie. [...]

di Stefano Giani, articolo completo (4683 caratteri spazi inclusi) su CineSalotto 16 ottobre 2020


Attenti alle trappole del web: ci aspettano ovunque, con il telefonino o con il pc, quando ci avventuriamo su un sito sconosciuto oppure semplicemente rispondiamo distrattamente alla "favolosa" offerta di un call center. I tre protagonisti, un uomo e due donne di mezza età vicini di casa, ci sono cascati in pieno. Lui (che peraltro ha una figlia nel mirino dei cyber bulli) si sta perdutamente innamorando di Miranda, operatrice dalla voce suadente (vi ricordate l' ottimo Her-Lei diretto nel 2013 da Spike Jonze?) che lo chiama e richiama dalla lontana Mauritius. [...]

di Luigi Paini, articolo completo (1905 caratteri spazi inclusi) su Il Sole-24 Ore 1 novembre 2020

Oggi la vita digitale sembra essere diventata più importante di quella reale. Ne sanno qualcosa tre amici e vicini di casa di un sobborgo francese. Marie ha paura di perdere il rispetto di suo figlio a causa di un sex tape finito su internet, Bertrand si invaghisce della voce di una centralinista e cerca di proteggere la figlia dal cyberbullismo e, infine, Christine, che ha perso il marito a causa della sua dipendenza dalle serie tv, è disposta a tutto per far aumentare la sua valutazione come autista privato. [...]

di Giulia Bianconi, articolo completo (1377 caratteri spazi inclusi) su Il Tempo 15 ottobre 2020

Chi non è mai andato nel panico più totale perché, mentre ha fretta, non riesce a ricordare una delle decine di password che usa? Oppure è rimasto anche ore attaccato al telefono ad ascoltare una musichetta irritante interrotta da una voce registrata ancora più insopportabile che continua a ripetere ci scusiamo per il protrarsi dell'attesa? Per questo è impossibile non solidarizzare con i tre vicini di casa di un sobborgo francese protagonisti di questa travolgente commedia, uniti da un'inossidabile amicizia e da un disastroso rapporto con le nuove tecnologie. [...]

di Eugenio Arcidiacono, articolo completo (1693 caratteri spazi inclusi) su Famiglia Cristiana 15 ottobre 2020