COLLECTIVE

Bucarest. Il 30 ottobre 2015 un locale di musica, il Club Colectiv, va in fiamme mentre si sta svolgendo il concerto di un gruppo rock. I ragazzi, presi dal panico, si accalcano verso le uscite di sicurezza, trovandone molte non a norma. È una tragedia: 27 morti, e molti ricoverati con ustioni negli ospedali della città. Qualche tempo dopo il numero è più che raddoppiato, fino al totale di 64 vittime.

Due giornalisti investigativi di un quotidiano sportivo, Catalin Tolontan e Mirela Neag, aprono un'inchiesta sull'accaduto e scoprono la causa delle morti in ospedale: non le ustioni, in alcuni casi nemmeno così estese, ma le infezioni batteriche contratte durante il ricovero. Dalla loro indagine emergono dati sempre più inquietanti: l'utilizzo di disinfettanti annacquati, l'acquisto di prodotti scadenti, la corruzioni e gli schemi di personale arricchimento di medici, dirigenti ospedalieri e ditte farmaceutiche. Ma il Ministro della Sanità continua a negare ogni responsabilità e ad assicurare il pubblico che tutto è in ordine.

Tolontan e Neag non mollano l'osso, confutando il ministro con sempre nuove informazioni, e l'inchiesta si allarga a macchia d'olio scoperchiando un vaso di Pandora che coinvolge, e travolge, le autorità. Al posto del precedente ministro della Sanità arriva un giovane economista, Vlad Voiculescu, laureato a Vienna e con un passato di attivista, che insiste per la trasparenza e l'atteggiamento responsabile verso i cittadini. Naturalmente trova nelle istituzioni grande resistenza, ma ottiene anche l'appoggio dei cittadini rumeni.

Il documentarista rumeno Alexander Nanau, che qui è regista, produttore, direttore della fotografia e montatore, narra la loro storia, e la storia del suo Paese natale, attraverso un'indagine da romanzo giallo, scoprendo in tempo reale, insieme a noi, le svolte rocambolesche della vicenda, e mescolando immagini tratte dai media a osservazioni ravvicinate del lavoro di giornalisti e politici. La progressione degli eventi è avvincente, il ritmo serrato, e il coinvolgimento emotivo diventa gradualmente sempre più forte, anche perché la storia raccontata suona familiare in qualsiasi nazione governata da irresponsabili e colpita da corruzione, nepotismo, politicizzazione e conflitto di interessi.

 

Sala virtuale: 
2019
Alexander Nanau
Drammatico
109min
7,99
Dal 19 febbraio
ORARI E GIORNI INDICATIVI, GUARDA IL FILM QUANDO VUOI


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Stampa internazionale

The Guardian – shocking exposé of needless deaths in Romania

Sito ufficiale del film
The New York Times: When Tragedy Consumes a Nation

Collective, docu romeno sulla corruzione che guarda a Oscar


E' stato designato come candidato romeno nella corsa per il miglior film internazionale, ed ha ottime chance di nomination dopo che il 9 febbraio ha superato il primo step entrando nella short list sia per il miglior film straniero che per il miglior documentario.
    Ha conquistato intanto i critici Usa (ha il 99% di recensioni positive sull'aggregatore Rotten Tomatoes): la Boston Society of Film Critics, il San Francisco Bay Area Film Critics Circle e la St. Louis Film Critics Association lo hanno premiato come miglior documentario, mentre la National Society of Film Critics come miglior film straniero.

Al centro del film i fatti avvenuti nell'ottobre 2015, quando un grave incendio scoppiato al Club Colectiv di Bucarest (che non era a norma), durante un concerto, causa 27 morti e 180 feriti, ma di questi altri 33 ne moriranno nei giorni, e a volte nelle settimane successive negli ospedali. Una tragedia nazionale dovuta a una rete di corruzione, incompetenze e silenzi nella società e nella politica romena (il Ministro della salute, per lo scandalo, è stato costretto a dimettersi) che viene scoperto da un team di giornalisti investigativi guidato da Catalin Tolontan. Il loro straordinario lavoro d'inchiesta è stato seguito passo passo da Alexander Nanau, che ha iniziato il 2021 rifiutando la medaglia al Merito culturale assegnatagli dal presidente romeno Klaus Iohannis: un gesto di protesta del regista contro il mancato sostegno dell'industria cinematografica del Paese colpita dalla pandemia.



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NOTE DI REGIA

 "Quanto accaduto al Colectiv mi sembrava riguardasse tutta la nazione - ha spiegato il cineasta tedesco- romeno -. Ci si stava rendendo conto che la corruzione non e' solo un giro di soldi ma può uccidere. Catalin stava indagando su cosa stesse succedendo negli ospedali (dove non si era in grado di trattare gli ustionati, inoltre molte delle strutture erano contaminate da infezioni batteriche, poi contratte e diventate letali per alcuni pazienti, ndr) e io volevo seguire cosa stesse scoprendo". All'inizio però "Catalin non si fidava di me, credeva fossi dell'intelligence e volessi spiarlo".

    Tra i protagonisti del film non fiction anche Camela Roiu, anestesista, fra i primi a rivelare cosa stesse succedendo negli ospedali; Tedy Ursuleanu che è fra i sopravvissuti all'incendio, per quanto ne porti i segni e Narcis Hogea, padre di una delle vittime poi morte in ospedale.
    "In effetti nelle prime settimane eravamo quasi ostili all'idea del documentario - ha detto Tolontan -. Ma poi abbiamo lavorato per un anno insieme ad Alexander e avevamo bisogno di parlare. Non siamo supereroi, siamo giornalisti che lavorano duramente ogni giorno. Nel mio Paese c'era una parte della stampa condizionata dal governo e una più libera, ed è quella che viene raccontata dal film".

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Quando il giornalismo diventa grande cinema


Appena uscito negli Usa e in Gran Bretagna, con critiche entusiastiche, il film che la Romania propone come proprio candidato agli Oscar. Storia vera di una vicenda del 2015, quando un gruppo di giornalisti indagò su uno scandalo che fece saltare mezzo governo.